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19/05/2019
ELEZIONI EUROPEE: SERVE UNA POLITICA NUOVA PER L’EUROPA

Gli ultimi 5 anni sono stati anni difficili per le Istituzioni Europee, caratterizzati da una transizione dai vecchi ai nuovi modelli economici ancora incompiuta e che comunque ha stravolto il nostro Continente: sono passati solo pochi anni dalla scelta della  globalizzazione  iniziata  prima della crisi del 2008, alla modifica  politica degli scenari internazionali.
Il cambio della politica Americana con il nuovo presidente Trump, la modifica delle relazioni economiche con la Cina e con La Russia, l’avvento in Europa di governi sovranisti che modificano di fatto le linee politiche ed economiche del vecchio continente, la scelta del popolo Inglese di uscire dalla UE e l’incapacità delle Istituzioni Europee di trovare una soluzione a tre anni dal referendum inglese, sono il segnale che qualcosa non va.
La gestione vergognosa dei migranti, dove l’Italia è rimasta sola e la crisi della Grecia, sono     segnali  emblematici a dimostrazione  che l’ Unione Europea  è intesa da alcuni Paesi solo come una propria opportunità economica e non sociale e politica di una vera unione.
Negli ultimi 2 anni poi anche all’interno dei paesi europei si è verificata una profonda modifica nella politica delle singole nazioni che porterà inevitabilmente a nuovi equilibri nel Parlamento Europeo che andremo ad eleggere.
L’Italia, con le ultime elezioni , ha segnato la volontà di cambiamento e se questo intendimento uscirà confermato dalle prossime elezioni,   assisteremo a nuove scelte politiche anche sul’Europa: questo non dovrebbe preoccuparci,  perché se si riuscisse a collimare le esigenze dei singoli Paesi con quelle di un’Europa più forte e più solidale sarebbe un vantaggio per tutti.
Occorre cambiare l’Europa, in modo che sia più autonoma da America e Cina, che pensi più al benessere dei propri cittadini e non ai profitti di Banche e Finanza, che modifichi i parametri di Basilea, troppo vessatori per le imprese che chiedono accesso al credito.
Occorre una Europa più solidale, prima verso i propri Paesi, più impegno verso i  Paesi non Europei del Mediterraneo, per aiutarli nella crescita democratica e per lo sviluppo economico.
Occorre una Europa più sociale e con un welfare efficiente, con più occupazione, diritti e doveri per tutti, rispetto che privilegi per pochi.
Occorre una Europa più autonoma politicamente che sia in grado di decidere sulla politica internazionale senza pressioni esterne.
Occorre un’Europa che per le aziende applichi uniformità  di trattamenti fiscali, uguali per tutti( abolendo i paradisi fiscali di certo stati).
Occorre una Europa che applichi un costo del lavoro  omogeneo e che eviti la concorrenza “sleale” tra Paese e Paese come avvenuto negli ultimi anni.
Occorre una Europa autonoma nelle scelte economiche, le sanzioni alla Russia sono inspiegabili: hanno penalizzato le nostre imprese mentre altri Stati ne hanno acquisito vantaggi; non sono queste le risposte adeguate cosi come non lo sono i dazi imposti dalla amministrazione Americana.
Sapranno i nuovi parlamentari Italiani battersi per questi temi? I cittadini e le imprese se lo aspettano e lo richiedono a gran voce.

Piergiovanni Maschietto

Presidente Provinciale

Aritigianato Trevigiano Casartigiani

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